|
|
Via Colletta, 53 25084 Villa
di Gargnano (BS) Lago di Garda - Italia
tel +39 0365 71195 - fax +39 0365 72594 -
Skype - info@hotel-gardenia.it
|
|
|
|
Condensare in poche righe la vita imprenditoriale
della Famiglia Arosio, ricca di storia e di vicissitudini
che abbracciano un lasso di tempo che attraversa
cinque generazioni, non è cosa facile.
Bisogna quindi fare un salto a ritroso nel tempo
di quasi due secoli fino ad incontrare Valeriano
( )
nato nella asburgica Milano del 1833, allora capitale
del Regno Lombardo-Veneto e facente parte dell’Impero
austriaco.
I genitori, provenienti dalla Brianza (regione a
nord di Milano), lavoravano nel monopolio tabacchi.
Nel 1850 Valeriano decise di lasciare Milano e di
partire per Vienna, che a quei tempi rappresentava
una sorta di calamita per tutte le genti dell’Impero.
Lì trovò lavoro presso una fabbrica
di pianoforti e così cominciò a maturare
il suo amore per gli strumenti musicali in genere
e per i pianoforti in particolare. Dopo sette anni
trascorsi a Vienna, le nozioni acquisite nel campo
della costruzione dei pianoforti si perfezionarono
sempre di più fino a fargli decidere di ritornare
a casa onde potere mettere in pratica quello che
a Vienna aveva imparato.
Fu così che nel 1857 Valeriano aprì
a Lodi (città a circa 30 chilometri da Milano
dove nel frattempo i genitori si erano trasferiti)
un laboratorio ( )
per la riparazione e la costruzione di pianoforti,
dando così inizio all’avventura musicale
della famiglia ( - - ).
Nel frattempo i moti garibaldini e rivoluzionari
che agitavano in quegli anni tutta la penisola italiana
e che anticipavano un processo di inevitabile unificazione
segnarono molto il giovane Valeriano, che nel 1860
decise di arruolarsi come volontario nel corpo garibaldino
dei Cacciatori Delle Alpi ( )
e di partire con il III corpo di spedizione alla
volta di Messina. Partecipò così attivamente
alla campagna per l’annessione del Regno borbonico
delle Due Sicilie al Regno di Sardegna.
Nel 1861, al suo ritorno a Lodi, conobbe e sposò
Alfea Casorati ( )
che gli diede quattro figli, dei quali Emilio ( ),
il terzo genito nato nel 1866, fu il vero e proprio
continuatore dell’attività paterna.
Non soltanto imprenditore ma anche sportivo ( ),
egli fu membro della società di canottaggio
Fanfulla ( )
e, nel 1891, fu tra i ventisei benemeriti soci fondatori
della società sportiva Canottieri Adda di
Lodi.
Emilio, coadiuvato anche dalla preziosa collaborazione
e dallo spiccato senso commerciale della moglie
Agnese Mamoli ( )
sposata nel 1893 e dalla quale ebbe tre
figli ( )
(Valeriano nato nel 1895, Antonio nato nel 1897
e Arnaldo nato nel 1903), fu in grado negli anni
a venire di aumentare e modernizzare la produzione
dei pianoforti “Arosio” ( –
–
-
- )
fino a quel momento artigianale.
Il 31 ottobre 1908 Emilio, animato costantemente
dallo spirito intraprendente e lungimirante che
lo contraddistingue, inaugurò il primo salone
cinematografico di Lodi ( ),
capace di ben 400 posti a sedere; fu questo un successo
enorme. Nel 1910 aprì il più grande
negozio di pianoforti e di strumenti musicali della
città ( – -
) .
Questo momento di felice crescita economica e commerciale
stava tuttavia per essere bruscamente interrotto
dalla più sanguinosa guerra che l’Europa
avesse mai conosciuto.
Tra la fine di luglio e gli inizi di agosto del
1914 scoppiava infatti il conflitto che avrebbe
assunto proporzioni mondiali e tristemente noto
come Prima Guerra Mondiale. Valeriano abbandonò
immediatamente gli studi universitari che stava
frequentando a Bologna ( )
per arruolarsi volontario in artiglieria, seguito
a ruota dal fratello Antonio ( ).
Quando nel 1915 l’esercito italiano decide
di organizzare il primo nucleo della nuova arma
aeronautica, chiese quali militari dei reparti della
cavalleria e dell’artiglieria volessero volontariamente
prendervi parte. Valeriano aderì, lasciando
immediatamente l’artiglieria ( ).
Frutto della passione fotografica di Valeriano e
di Antonio, di questo periodo ci rimangono un considerevole
numero di bei ritratti d’epoca e di immagini
realizzate al fronte ( – –
– – – )
. Alcune fotografie sono tuttora esposte nelle sale
comuni dei nostri alberghi a documentare questo
periodo.
Purtroppo la tragica esperienza della guerra si
concluse nel modo peggiore sia per Valeriano sia
per Antonio.
Il primo morì infatti il 21 agosto 1917 durante
una ricognizione aerea sul fronte austriaco, mentre
il secondo, scampato all’evento bellico, morì
pochi anni dopo per una nefrite contratta nell’ambiente
umido e malsano della trincea.
Nel primo dopoguerra, il compito di portare avanti
l’azienda ricadde di conseguenza sul terzo
figlio superstite, Arnaldo ( ).
I tempi tuttavia stavano rapidamente cambiando:
l’avvento della radio e la sempre maggiore
diffusione dei grammofoni fecero sì che il
pianoforte non fosse più il solo mezzo per
fare musica in famiglia (bisogna tenere conto che
all’epoca in ogni famiglia borghese c’era
un pianoforte e qualcuno che lo sapesse suonare
bene o male che fosse).
Fu così che Arnaldo decise di affiancare
al tradizionale commercio di strumenti musicali
anche la vendita di ricevitori radio, un’idea
abbastanza rivoluzionaria per l’epoca.
Egli fu per così dire un imprenditore-artista;
tutta la sua vita fu infatti segnata dall’arte.
In gioventù frequentò l’accademia
di Brera divenendo così un valido disegnatore;
successivamente si specializzò nella xilografia
( –
–
)
incidendo parecchi ex libris e collaborando
come illustratore con varie testate giornalistiche.
Nel 1928 sposò Amelia Asti ( )
e dall’unione nacquero tre figli
tuttora viventi: Biancamaria nata nel 1929, Valeriano
nato nel 1933 e Antonio nato nel 1936 ( –
– –
)
Verso la fine degli anni trenta il commercio di
strumenti musicali era in calo, mentre il numero
di vendite di radio, dischi e grammofoni cresceva
esponenzialmente ( ).
Fosche nubi si stavano nuovamente addensando all’orizzonte:
era questa l’alba di un nuovo e più
devastante conflitto mondiale.
Con l’avvento della seconda guerra mondiale,
dopo ben 86 anni di sacrifici e successi, per la
famiglia Arosio si chiuse definitivamente il sipario
sull’attività musicale. Dovevano passare
tuttavia parecchi anni ancora prima che il sipario
si riaprisse e sulla scena facesse capolino l’attività
turistica.
Gli Arosio smisero la produzione dei pianoforti
nel 1939 e nel pieno della guerra, nel 1943, lasciarono
Lodi per rifugiarsi a Villa di Gargnano, sul Lago
di Garda, nella casa direttamente a lago ( –
)
acquistata da Emilio nel 1925, ove solevano
passare ogni anno tutti assieme le vacanze estive.
Mai avrebbero immaginato che Gargnano di lì
a poco sarebbe diventata una sorta di capitale di
quello che storicamente rimaneva dell’Italia.
A Gargnano assistettero alla nascita della Repubblica
Sociale Italiana ( )
, all’arrivo nell’ottobre del
1943 di Benito Mussolini ( –
)
a Villa Feltrinelli ( ),
all’occupazione della propria dimora da parte
dei ministeriali al seguito di Mussolini prima e
dei soldati tedeschi poi, i quali nel marzo del
1945 ( – )
volevano opporre resistenza agli americani
che sarebbero arrivati di lì a pochi giorni
via lago. Fortunatamente la rappresaglia tedesca
non si verificò e la famiglia uscì
indenne da una tale bufera.
Il compito non facile di traghettare la famiglia
verso una nuova attività spettò quindi
ad Arnaldo e alla consorte Amelia ( )
, che, finita la guerra, si rimboccarono
le maniche e cominciarono da zero a costruire un’attività
del tutto nuova. Furono aiutati in questo dai figli,
in modo particolare da Valeriano. Negli anni cinquanta,
complici i sempre più massicci arrivi di
turisti stranieri inglesi ( )
, francesi e tedeschi (anche in bicicletta)
che, vedendo la splendida posizione di casa Arosio
( ),
bussavano alla porta chiedendo di potere affittare
una camera o un appartamento, gli Arosio decisero
quindi di costruire una nuova abitazione ( )
per la propria famiglia ai margini del
vasto terreno fronte lago e di convertire in pensione
la casa dove da due generazioni passavano le vacanze
estive. Nacque così nel 1957 la pensione
“Gardenia” ( – )
.
A fronte di una crescente domanda turistica, nel
1963 cominciarono i lavori di ampliamento ( )
della pensione “Gardenia” e
nel 1965 l’hotel “Gardenia al Lago”
aprì i battenti.
La gestione passò quindi nelle mani di Valeriano,
che nel 1967 sposò Costantina Stefanutti
( )
che gli diede tre figli, Valerio nato nel 1968,
Giorgio nato nel 1971 e Andrea nato nel 1976.
Nel 1975 Valeriano e Costantina ebbero l’occasione
di acquistare la vecchia pensione “Maria Pia”
( )
ubicata direttamente a lago sempre a Villa di Gargnano
a pochi passi dall’hotel Gardenia al Lago;
la ristrutturarono e la trasformarono nel piccolo
e intimo hotel “Du Lac”.
E’ il passaparola a fare la fortuna di entrambi
gli alberghi che si creano così con il passare
degli anni, una propria fedele clientela. Non sono
pochi, infatti, gli amanti di Gargnano che, anno
dopo anno, tornano negli alberghi della famiglia
Arosio ( ),
sicuri di ritrovare l’oasi di pace e tranquillità
che contraddistingue queste tradizionali case di
charme.
|
|
|
|
L'Hotel Gardenia è a Gargnano, l'Hotel
sulle rive del Lago di Garda - P.IVA 02102530983
|
|
|
|